Il viaggio di Leone XIV in Francia, dal 25 al 28 settembre, ha suscitato vasta eco. Le 800 mila persone che si sono radunate per la Messa in Place de la Concorde, in un luogo simbolo della Rivoluzione francese, hanno testimoniato una forte presenza religiosa, di un popolo in cerca di Dio. Una ricerca di Dio che nasce in modo misterioso, tanto che la comunità ecclesiastica dell’Île-de-France, che racchiude l’arcidiocesi di Parigi, ha convocato un concilio regionale per comprendere come mai i battesimi degli adulti siano in continua crescita – di 21 mila battezzati nella notte di Pasqua 2026, ben 13 mila erano adulti – e perché la gente si stia riaccostando alla fede.

Questa ricerca di Dio avviene in un Paese profondamente secolarizzato. Il presidente francese Emmanuel Macron, all’inizio del suo primo mandato presidenziale, l’11 aprile 2018, andò al College des Bernardins, il “tempio” della cultura cattolica di Parigi, e propose il suo modello di sana laicità, chiedendo ai cattolici di offrire tre doni alla società francese: la loro saggezza, il loro impegno sociale e politico, la loro libertà spirituale.

L’approccio di sana laicità non ha impedito però all’Eliseo di non considerare le istanze dei vescovi francesi. Prima, nel 2024, è stato inserito in Costituzione un controverso paragrafo che sottolinea come “la legge determina le condizioni nelle quali si esercita la libertà garantita alla donna di ricorrere all’aborto”. È una sorta di “diritto all’aborto edulcorato”, frutto di un compromesso, ma comunque inserito nella legge costituzionale.

Quindi, nel 2026, poco prima del viaggio del Papa, la Francia ha promulgato una legge sul fine vita che – hanno denunciato i vescovi – in pratica esclude anche la possibilità di obiezione di coscienza per alcune categorie. Non solo: ci si trova dunque di fronte a una morte assistita. Le istituzioni che condannano la pratica della morte assistita rischiano comunque di essere obbligate a fornirla.

Basterebbe questo per comprendere come la visita in Francia comportasse rischi politico-diplomatici particolari. Eppure, la Francia ha risposto in modo straordinario alla visita del Papa e, di fronte a questa risposta popolare, anche il presidente francese Macron si è dovuto inchinare. Prima ha detto che non avrebbe partecipato ad alcuna Messa, come già non avevano fatto i presidenti francesi prima di lui, in omaggio al principio della laicité, ma poi è andato comunque alla Messa finale del Papa a Metz. Ha cercato di conferire al Papa la Legion d’Onore, ma il Papa non accetta mai riconoscimenti individuali. Ha cercato di offrire al Papa un pranzo o una cena di Stato, ma la Santa Sede ha rifiutato. Ha proposto di passare dieci minuti con il Papa per mostrare il restauro di Notre-Dame, ma il Papa ha fatto sapere che la visita alla cattedrale restaurata doveva avere un carattere pienamente spirituale (tutto questo è stato documentato in un servizio del quotidiano cattolico francese La Croix).

Sono stati tre i momenti più diplomatici della visita del Papa: il discorso al corpo diplomatico e alle autorità civili ad inizio viaggio, il 25 settembre (qui il discorso integrale); il discorso all’UNESCO, che ha sede a Parigi, sempre il 25 settembre (qui il discorso integrale); e infine il discorso a Metz, nell’ambito dell’incontro “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità” (qui il discorso integrale), preceduto da un discorso ai rappresentanti delle religioni (qui il testo integrale). Ma c’è stato anche un appello per la vita molto forte nell’incontro con gli operatori e gli assistiti dell’Accueil Notre Dame a Lourdes il 27 settembre (qui il discorso integrale).

Tornando dal viaggio, durante la conferenza stampa in aereo (qui il testo integrale), Leone XIV ha chiarito che c’è separazione tra Stato e Chiesa e che la Chiesa non fa politica. Ma ha notato anche che lui era molto cosciente della situazione in Francia, e che la Chiesa non può esimersi dall’intervenire quando sono in gioco i valori della vita umana.

Cosa estrapolare da un viaggio così denso? Sono tre le linee guida: il peso delle religioni nella vita pubblica, il ruolo attribuito alla scienza, la necessità di costruire comunità e di rimettere al centro l’uomo.

  1. Il peso delle religioni nella vita pubblica

Parlando all’UNESCO, Leone XIV ha detto che le religioni non possono essere escluse dal dibattito pubblico, perché esprimono la visione delle persone sulla vita e sulla morte. Parlando a Metz, di fronte alle varie confessioni religiose, ha chiesto a tutte le religioni di difendere la vita. Nel discorso al corpo diplomatico francese, Leone XIV ha ribadito la necessità di una sana laicità che non esclude il fenomeno religioso. È il ritorno di Dio nella vita pubblica, che Leone XIV porta avanti con forza, e lo fa forte di una risposta straordinaria. In Francia, ogni celebrazione è stata partecipata da centinaia di migliaia di persone, e lo stesso era avvenuto in precedenza durante il viaggio in Spagna. Di fronte alla secolarizzazione, c’è un mondo in cerca di fede, e Leone XIV chiede di non ignorarlo. Non è un caso che nel discorso al corpo diplomatico il Papa abbia fatto l’esempio delle radici cristiane di Francia, a testimoniare che tutta la grandeur culturale francese non poteva nascere senza la fede. E non è un caso che, all’UNESCO, il Papa abbia fatto riferimento alle opere educative della Chiesa cattolica. La religione, dove si diffonde e stabilisce, fa cultura. E la cultura è il più grande antidoto all’ignoranza religiosa, e il primo antidoto ai conflitti.

  • Il ruolo attribuito alla scienza

Di fronte all’idea della Rivoluzione Francese della “Ragione” – e alla Dea Ragione fu dedicata anche Notre-Dame, quando la Rivoluzione Francese ne prese possesso – Leone XIV risponde mettendo in guardia dalla tentazione di affidare alla scienza ogni forma di conforto. Ed è l’occasione, per il Papa, di condannare anche l’idea delle “morti programmate”, come grande conquista scientifica. Anzi, a Lourdes è arrivato a notare che il compito della medicina è prendersi cura della persona che soffre, rifiutando del tutto la logica che considera la persona umana uno scarto.

Ma il tema della scienza diventa centrale anche quando si parla di intelligenza artificiale. All’UNESCO, il Papa ha notato che i sistemi di intelligenza artificiale sono, sì, in grado di correlare i dati, ma non possono rispondere alle domande di senso, e “gli esseri umani non possono vivere senza senso. Il senso è l’ossigeno della mente”.

Sempre all’UNESCO, Leone XIV ha notato che l’essere umano è prima di tutto una persona che nasce, spostando così l’attenzione non sulle possibilità, ma sulla dignità intrinseca dell’uomo. Nessuna scienza, alla fine, è in grado di dare all’uomo i diritti fondamentali, che ha per il solo fatto di esistere.

  • La necessità di costruire comunità e rimettere al centro l’uomo

Ai giovani europei, Leone XIV ha chiesto di essere costruttori di comunità. Tutti i suoi discorsi in terra francese hanno riguardato, in qualche modo, l’idea di rimettere al centro l’essere umano, con la sua inerente dignità, e di dare un senso all’umanità, attribuendo un ruolo centrale alla fede e alle convinzioni religiose. È un tema rivoluzionario, nel Paese della laicitè, e della separazione totale tra Chiesa e Stato.

Ma è un tema suggerito anche dal ricordo di Robert Schuman, il grande statista europeo che pensò la comunità europea come la costruzione di qualcosa in cui la guerra fosse “impensabile”, riparando i rapporti tra gli Stati e inserendoli in una comunità. Se non c’è competizione, ma cooperazione, allora non c’è motivo di fare la guerra. La dichiarazione di Schuman era del 1950, ed era qualcosa di rivoluzionario, se si pensa che cercava di mettere sullo stesso tavolo due antichi nemici come Francia e Germania, usciti dalla Seconda Guerra Mondiale da soli cinque anni. Eppure, il progetto funzionò.

Leone XIV ha dunque inviato un messaggio molto chiaro non solo alla Francia, ma anche all’Europa. È un messaggio in continuità con quello lanciato durante il viaggio in Spagna di giugno 2026 e che rappresenta, in qualche modo, una chiave per comprendere il pontificato di Leone XIV.