In Slovacchia è stata lanciata un’iniziativa popolare “Non così” (Takto nie!) che si oppone a un emendamento alla legge scolastica, previsto dal governo. Secondo i promotori dell’iniziativa, diverse migliaia di persone hanno già firmato una “petizione per la salvaguardia dei diritti di genitori e figli, per l’uguaglianza, la libertà di scelta e i principi democratici nel sistema scolastico”. Anche la Chiesa protestante e la Conferenza episcopale cattolica hanno espresso preoccupazione.

Tra le altre cose, l’emendamento, preparato dal Ministero dell’Istruzione, mira a introdurre i distretti scolastici. In futuro, il pieno sostegno statale sarà concesso solo alle scuole che non applicano tasse universitarie ai genitori e sono disposte ad accettare tutti gli studenti del proprio distretto scolastico. Il governo sostiene che questo mira a superare la segregazione e rafforzare l’inclusione degli studenti socialmente svantaggiati. Per le scuole private cattoliche e protestanti, ciò significherebbe che potrebbero ricevere dallo Stato il 20% in meno per studente se applicassero le tasse scolastiche e accettassero solo studenti selezionati.

A luglio 2025, la Chiesa evangelica luterana in Slovacchia ha espresso preoccupazione per il fatto che la nuova legge scolastica avrebbe discriminato le scuole private religiose. Le scuole private in Slovacchia non ricevono finanziamenti attraverso la quota di tasse dei comuni in cui operano. Di conseguenza, le tasse universitarie dovrebbero aumentare drasticamente, il che metterebbe a repentaglio l’esistenza delle scuole private religiose. In un incontro con il Ministro dell’Istruzione Tomas Drucker, i vescovi protestanti hanno espresso le loro preoccupazioni e contemporaneamente hanno dichiarato la disponibilità delle scuole protestanti a includere studenti socialmente svantaggiati.

La Conferenza episcopale cattolica slovacca ha rilasciato due dichiarazioni pubbliche sul progetto di legge ad agosto, esprimendo la speranza che le scuole religiose non siano svantaggiate rispetto alle scuole pubbliche. A metà agosto, i vescovi hanno annunciato le proposte di modifica al progetto di legge, elaborate con la collaborazione di esperti.